Perché questo progetto?

                                                                                    by cristiana massioni & ernesto perillo

 

Nasce dalla nostra  attenzione e passione

    – per la poesia
              – per i linguaggi (soprattutto artistici)
                       – per la costruzione di reti e connessioni
                                  – per le domande

(entrambi siamo stati a scuola come studenti e insegnanti, occupandoci in seguito di processi di  formazione dei docenti… quindi non abbiamo mai smesso di porci/porre punti interrogativi).

        Nasce dalla lettura prolungata di parole/pensieri di WISŁAWA SZYMBORSKA, da quando l’abbiamo incontrata.

        Da queste nostre passioni nasce l’idea di condividere la domanda della poetessa polacca ‘Ma cos’è mai la poesia?’

         Il suo ‘NIE WIEM’ (non so’) provocatorio poteva/può essere punto di partenza di un percorso da proporre e realizzare con altre persone. 

Quali?
                 Ragazzi?
                                        Adulti? 
Perché non entrambi, magari in relazione tra loro e con noi?

         Andare avanti insieme a capire, a conoscere, a parlarsi ci sembra infatti un bisogno/desiderio/piacere – magari non sempre visibile o espresso o consapevole ma spesso urgente – trasversale a generi, generazioni, culture. Quindi a tutti i componenti di una comunità che, nello/dallo scambio, educa ed è educata.

         Se parte della comunità è la sua scuola, lo è anche ad esempio la sua biblioteca civica, entrambi strumenti/risorse di percorso verso l’obiettivo comune proposto: accogliere la domanda-sfida di WISŁAWA SZYMBORSKA ‘Ma cos’è mai la poesia?’ e il suo provocatorio ‘io non lo so…’.

E allora, anche perché parlando di un pittore amato è proprio lei a dirci

                        ‘Descrivere a parole i quadri di Vermeer è fatica sprecata.
                                  Sarebbe molto più adeguata la musica,
                             un quartetto per due violini, arpa e fagotto’

abbiamo pensato che cercare possibili analogie tra la sua poesia e linguaggi artistici diversi ci avrebbe aiutato a costruire/confrontare prove di risposta.

         E, affinché il gioco avesse inizio, abbiamo coinvolto il  fotografo Vincenzo Cottinelli di Brescia che ha messo a disposizione di ragazzi e adulti aderenti al progetto alcune delle proprie immagini in biancoenero da analizzare e accostare liberamente a testi della poetessa polacca inizialmente scelti da noi…

         E la forma laboratorio – nel senso antico di una bottega d’arte in cui l’importante è il cammino che porta a un risultato, non una vetrina in cui un risultato comunque raggiunto viene esposto – ci è sembrata la più congrua.

          Il progetto, presentato e accolto dal Comune di Feltre e dalla sua Biblioteca Civica, dagli insegnanti Annarosa Cavallari e Marcello Della Valentina con le loro classi del Liceo Dal Piaz, si è sviluppato come un laboratorio aperto.

Il percorso realizzato, che ha seguito direzioni previste e non previste come si auspicava accadesse, è documentato dalle pagine che rappresentano il ‘diario di bordo dell’ esperienza.