UNA BELLA RAGAZZA BRUNA di Patrizia Cavalli

UNA BELLA RAGAZZA BRUNA

Una bella ragazza bruna
che non piange per me o per te
piange piange perché ha paura
ha paura non sa di che.

Bella bella ragazza bruna
che se ride è come se
non ci fosse d’aver paura
non ci fosse anche se c’è.

Bella strana ragazza bruna
piangi e ridi solo per te
hai in te stessa grazia e sventura
dammi un bacio, esci da te.

Ma poi esci e non trovi niente
trovi meno di quel che c’è,
rientra dentro che stai sicura
lì diventi regina e re.

Bella cara ragazza bruna
piangi e ridi solo per te
hai in te stessa grazia e sventura
lascia tutto così com’è.

 

Poesia scelta da Caterina Paludetto, Gabriele Tanzariello e Rebecca Vlasceanu

AMORE SEMPLICISSIMO di Patrizia Cavalli

AMORE SEMPLICISSIMO

Amore semplicissimo che crede alle parole,
poiché non posso fare quello che voglio fare
non ti posso abbracciare né baciare
il mio piacere è nelle mie parole
e quando posso ti parlo d’amore.

Io non ti tocco, no, neanche ti sfioro
ma nel tuo corpo mi sembra di nuotare

Così seduta davanti a un bicchiere
in un posto pieno di persone
se la tua fronte si increspa veloce
io parlo ad alta voce nell’ardore
tu non mi dici fa meno rumore
che ognuno pensi pure quel che vuole
io mi avvicino sciolta di languore
e tu negli occhi hai un tenero velame

io non ti tocco, no, neanche ti sfioro
ma nel tuo corpo mi sembra di nuotare,

e il divano di quel bar salotto
quando ci alziamo sembra un letto sfatto.

 

Poesia scelta da Caterina Paludetto, Gabriele Tanzariello e Rebecca Vlasceanu

AMORE GETTA LA LENZA di Alda Merini

AMORE GETTA LA LENZA

Amore, getta la lenza
nel cuore degli anni profondi,
dove c’è stagno di sogni
e vento di bramosia.
Nella cornice del volto,
in queste rughe che ho dentro,
tu troverai mille arpe
per delle corde gitane.
La folla che zingaresca danza
intorno ai miei libri
non sa che sapido sangue
scorre nelle Chimere
e lì dove cadde l’Audace
fiorirono mille destini:
un erpice di amore
che miete vittime ancora.

 

Poesia scelta da Letizia Baldissera e Dante Gallon

IO SONO PAGINA PER LA TUA PENNA di Marina Cvetaeva

IO SONO PAGINA PER LA TUA PENNA

Io sono pagina per la tua penna.
Ti accolgo tutto. Sono pagina bianca.
Io sono scrigno per la tua ricchezza:
so come apprezzarla e impreziosirla

Io sono campagna, terra fresca.
Tu mi investi – raggio o pioggerella.
Tu – Signore e Sovrano , e io –
umida zolla e pagina bianca!

 

poesia scelta da Diego Garlet, Lorenzo Gurrieri e Marina Sacchet 

 

 

SONO UNA DONNA di Joumana Haddad

SONO UNA DONNA

Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mie mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame, quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e che quel che seguirà è una tempesta.

Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza di loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.

Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

 

poesia scelta da Simone Dallo, Aurora Triches e Anna Zanella

ULTIMA PREGHIERA di Giorgio Caproni

ULTIMA PREGHIERA

Anima mia, fa’ in fretta.
Ti presto la bicicletta,
ma corri. E con la gente
(ti prego, sii prudente)
non ti fermare a parlare
smettendo di pedalare.

Arriverai a Livorno,
vedrai, prima di giorno.
Non ci sarà nessuno
ancora, ma uno
per uno guarda chi esce
da ogni portone, e aspetta
(mentre odora di pesce
e di notte il selciato)
la figura netta,
nel buio, volta al mercato.

Io so che non potrà tardare
oltre quel primo albeggiare.
Pedala, vola. E bada
(un nulla potrebbe bastare)
di non lasciarti sviare
da un’altra, sulla stessa strada.

Livorno, come aggiorna,
col vento una torma
popola di ragazze
aperte come le sue piazze.

Ragazze grandi e vive
ma, attenta!, così sensitive
di reni (ragazze che hanno,
si dice, una dolcezza
tale nel petto, e tale
energia nella stretta)
che, se dovessi arrivare
col bianco vento che fanno,
so bene che andrebbe a finire
che ti lasceresti rapire.

Mia anima, non aspettare,
no, il loro apparire.
Faresti così fallire
con dolore il mio piano,
ed io un’altra volta Annina,
di tutte la più mattutina,
vedrei anche a te sfuggita,
ahimè, come già la vita.

Ricordati perché ti mando;
altro non ti raccomando.
Ricordati che ti dovrà apparire
prima di giorno, e spia
(giacché, non so più come,
ho scordato il portone)
da un capo all’altra la via,
da Cors’Amedeo al Cisternone.

Porterà uno scialletto
nero, e una gonna verde.
Terrà stretto sul petto
il borsellino, e d’erbe
già sapendo e di mare
rinfrescato il mattino,
non ti potrai sbagliare
vedendola attraversare.

Seguila prudentemente,
allora, e con la mente
all’erta. E, circospetta,
buttata la sigaretta,
accostati a lei soltanto,
anima, quando il mio pianto
sentirai che di piombo
è diventato in fondo
al mio cuore lontano.

Anche se io, così vecchio,
non potrò darti mano,
tu mormorale all’orecchio
(più lieve del mio sospiro,
messole un braccio in giro
alla vita) in un soffio
ciò ch’io e il mio rimorso,
pur parlassimo piano,
non le potremmo mai dire
senza vederla arrossire.

Dille chi ti ha mandato:
suo figlio, il suo fidanzato.
D’altro non ti richiedo.
Poi, va’ pure in congedo.

PREGHIERA di Giorgio Caproni

PREGHIERA

Anima mia, leggera
va’ a Livorno, ti prego.
E con la tua candela
timida, di nottetempo
fa’ un giro; e, se n’hai il tempo,
perlustra e scruta, e scrivi
se per caso Anna Picchi
è ancora viva tra i vivi.

Proprio quest’oggi torno,
deluso, da Livorno.
Ma tu, tanto più netta
di me, la camicetta
ricorderai, e il rubino
di sangue, sul serpentino
d’oro che lei portava
sul petto, dove s’appannava.

Anima mia, sii brava
e va’ in cerca di lei.
Tu sai cosa darei
se la incontrassi per strada.